Oggi mentre leggevo il Corriere Fiorentino ho letto che Rizzoli a due anni dalla morte di Orianna Fallaci aveva lanciato un sito internet proprio su di lei e la sua straordinaria vita. Appassionata da anni ormai della personalità carismatica e fortemente femminile, di Orianna Fallaci, mi sono soffermata a leggere ogni singla pagina web a lei dedicata .

Scoprendo piacevolmente, che l’argomento Fallaci, spesso politicizzato, e la sua figura spesso incompresa, utilizzata prima a sinistra e ora addirittura a destra, era raccontata con le sue parole che vanno cercate di capire conoscendo lei e il suo trascorso e non fraintese a piacimento .
Orianna Fallaci, forse spesso ritenuta esasperante, solo perchè era una di poche parole ma quando le diceva al contrario di tanti, le pensava, senza curarsi delle conseguenze che le sue affermazioni potevano suscitare, e senza curarsi se le sue idee fossero più vicino al pensiero di destra o di sinistra, ma credendole vere e perciò giuste, combattendo per i suoi ideali e convinzioni. Grazie alla sua vita da giornalista e scrittrice ma sopratutto inviata speciale, in paesi in guerra dove la verità si può toccare con mano, dove si non c’è tempo e mezzi termini e il dolore e visibile è lì che nasce la rabbia di una piccola donna che si sente in dovere di gridare al mondo la sofferenza che vede intorno a se e che crede disumana, lei stessa dice : Apro la mia boccaccia e dico quello che mi pare .

Nel libro ” Lettera a un bambino mai nato” affronta il tema dell’aborto con pochi preamboli, indagando a fondo come era suo consueto fare prima dentro di se poi guardandosi intorno, quanto sia giusto imporre a una creatura inerme un mondo così malvagio senza che abbia la possibilità di scelta, e quanto una donna impegnata a tempo pieno nella propria professione rischi di dover rinunciare al proprio destino di professionista se la nascita di un figlio la richiamasse fortemente, che è ancora un ruolo sentito solamente dalla donna nella nostra società.
Rimane ferma in lei la convinzione che vivere con un uomo significa vivere la sua di vita e non la propria, e rinunciare alla propria di vita non è quello che lei vuole e racconta nei suoi libri la difficoltà che ogni donna incontra nelle scelte che fa, perchè è insita in noi donne un senso di colpa indotto dalla società in cui viviamo se non rivestiamo il ruolo assegnatoci dal nostro sesso .
L’essere donna per prima, poi giornalista e poi ancora donna, innamorata del suo mestiere al quale ha dedicato la sua vita con totale dedizione, un solo grande amore che ha ispirato i suoi più bei romanzi che hanno commosso il pubblico di tutto il mondo.
I suoi libri lasciano il segno nella storia dell’editoria, e i più toccanti a mio avviso sono: Lettera a un bambino mai nato e Un uomo. “Entrambi autobiografici, sono ispirati dall’amore profondo e tormentato tra Oriana e Alexandros Panagulis, meglio conosciuto con il diminutivo Alekos, uno dei leader della Resistenza greca alla dittatura dei Colonnelli. Alekos, in seguito a un tentativo fallito di tirannicidio (aveva cercato di far esplodere l’auto di Papadopoulos il 13 agosto del 1968), è incarcerato e condannato a morte.” ( Corriere della Sera).
Vi posso consigliare di vedere il sito perchè c’è veramente tanto da scoprire di questa piccola donna che aveva sempre il coraggio di dire quello che pensava e che di essere politicamente corretta, non ne voleva proprio sapere
Un esempio per noi giovani giornaliste, perchè il giornalismo è la verità per come si vede, nuda e cruda …
Antonietta Fishta
Londra