Forse ci serve una camomilla non un caffè !!!
Ma insomma ora pure questa, rischio di morire d’infarto perchè ho un blog, il New York Times raccogliendo le lamentele di «bloggisti» della rete che hanno perso peso o sono diventati obesi, che non riescono più a dormire regolarmente o crollano esausti sulla tastiera: tutti disturbi, se non proprio malattie, attribuite allo stress di dover produrre notizie in un ciclo di informazione non stop in cui la concorrenza è spesso feroce.
In questa inchiesta si specifica diario giornaliero, per me questo non è un diario giornaliero, perciò avrò ancora speranza ? Ovviamente spero di si
Lasciando da parte le simpatiche battute che mi vengono in mente dopo aver letto l’articolo, credo che in maniera sicuramente più leggera un diario su internet possa causare uno stress, ti possa legare al pc per ore e ore spesso notturne, dato che una persona per mantenersi deve anche avere un lavoro redittizio
Ultimamente però alcuni blog nati come diari online sono in effetti diventati negli ultimi anni veri e propri produttori di informazione che fanno concorrenza ai media tradizionali sul fronte della pubblicità dunque anche la pressione è più alta e soprattutto per i free lance, navigatori della rete pagati spesso neanche dieci dollari a pezzo, che grazie al blog costruito una fortuna e ha chiari motivi di preoccuparsi (non è il mio caso
).
Molti blogger sono pagati a numero di lettori, in una gerarchia retributiva che ripaga lo scoop anche se appena di pochi minuti perciò si capisce lo stress.
Speriamo solo non diventi una droga anche se l’informazione per persone curiose come i blogger è quasi un gioco che diventa un bisogno… come i bambini anche i blogger non possono dire basta al loro gioco preferito.

