When I said me I said me and like me!
Penso che nel mondo ormai infinito dei blog manco solo io, ed eccomi qua che cerco anche io di trovare un angolo dove poter scrivere quello che mi passa per la testa, quello che mi passa davanti , quello che mi sfiora o non mi sfiora affatto ma che mi suscita un qualche interesse o lo suscita all’ altro ma ritengo sia interessante discutere…
Comincerei parlando della comunicazione, e per dirla alla Bechelloni ” Comunicare è estremamente difficile”, e perciò quello che cercherò di comunicare in questo blog spero sia almeno in parte comprensibile a chi lo legge, ma anche su questo dovrei aprire una parentesi sulla teoria del proiettile magico, ma andiamo per gradi.
La comunicazione difficile sopratutto aggiungerei quando pensi che ormai tutti gli argomenti comunicati dai giornali ( perciò dai giornalisti ecc…), siamo spudoratamente gli stessi e tutta questa pluralità di cui si parla e di cui si ha paura in realtà non sia altro che fumo negli occhi e che quello che ci viene comunicato dai vari mezzi della comunicazione e dagli adetti ai lavori non sia altro che un copia e incolla (tanto amato da noi giovani universitari) dalle agenzie di stampa internazionali, per rendere anche l’informazione completamente “uniforme”, come i nostri jeans, le borse, gli occhiali ecc. ecc.
Questa è chiaramente una facilona lettura di quello che ci sta succedendo intorno nella cosidetta “Era dell’ informazione”, ma è anche quello di cui i vari professionisti del mestiere dovrebbero prendere atto perchè e quello che viene percepito dalla maggior parte dei loro interlecutori. Prendiamo un esempio : ME. La mia constatazione nasce da una riflessione, mia personale di giovane di appena 24 anni, e dalle chiaccherate/scambi/discussioni con miei coetanei, che come me stanno cercando un approccio con il mondo, più o meno consapevole, ma non hanno le idee chiare e cercano disperatamente utilizzando i propri mezzi cognitivi e quelli che gli ormai quasi 5 anni di università a Firenze, presso il polo sociale di novoli hanno cercato di darci e nonostante le svariate discipline che studiamo tutti ci rendiamo conto che per non vivere da spettatori i nostri tempi bisogna cercare di muoverci e capire.